…a proposito di…

Gita – gemellaggio a Sabbio di Dalmine.

Il 22 gennaio, in occasione della settimana dedicata a don Bosco, siamo stati ospiti dell’oratorio di Sabbio. Alle 14.30 il pulman con don Omar, un gruppo dei nostri ragazzi, delle famiglie ed alcuni catechisti è partito per Sabbio dove la comunità ci aspettava per vivere un pomeriggio insieme. Appena arrivati il parroco, don Massimo Fratus, ci ha accolto con un sorriso e ci ha accompagnato in una piccola, ma deliziosa chiesetta. Un vero gioiellino. Ordinata, ricca di affreschi limpidi dai colori tenui, fiori freschi sull’altare e una potente lucina rossa accanto al tabernacolo. In alto, sopra l’altare, c’è un affresco con una grande croce di legno chiaro, vuota, che si innalza su colline e montagne. Bellissima. Il nostro Massimo ci ha sostenuto con la sua inseparabile chitarra in un canto iniziale che metteva ben in chiaro quali fossero i sentimenti che avevamo nei cuori: “AMO IL SIGNORE”, poi abbiamo vissuto un momento di preghiera semplice .. ma intensa.

Riflettevamo, come catechisti, come fosse importante e semplicemente < bello> iniziare una qualsiasi attività, anche di gioco, partendo da un “fermarsi” davanti a Dio. Un fermarsi che è segno di affetto, di ringraziamento, di intimità. E’ stata la riprova che mettersi davanti a Dio non necessita di tempi lunghi e riflessioni profondissime. Quello che veramente vale – ciò che conta – è lo stare insieme, con il Signore Gesù e le persone che Lui ci ha messo vicino e non voler nient’altro. Essere semplicemente felici d’essere lì …

Siamo poi usciti nei cortili dell’oratorio e ci siamo divisi nelle varie attività di gioco. Calcetto e pallavolo i giochi più gettonati. Al seguito la tombola e la merenda con i bambini e ragazzi di Sabbio. Una gita- gemellaggio che ci ha permesso di condividere tra noi alcuni pensieri … si parla tanto di apertura al mondo, di globalizzazione e via dicendo .. ma -in vero- abbiamo tutti, e purtroppo i nostri ragazzi per primi, una mentalità molto chiusa. Mi ha addolorato la risposta di un ragazzino alla domanda se avesse intenzione di partecipare alla gita .. “Ma chi li conosce quelli lì!” Ci siamo noi, e ci sono gli altri. Sorisole e il resto del mondo. Ma ogni paese è uguale all’altro … le stesse iniziative, le problematiche in oratorio, la difficoltà di trovare nuovi volontari, i ragazzi che sfuggono via … così anche per i bambini.. gli stessi giochi, le stesse aspettative nei confronti di ni adulti. E ci si ritrova simili, in mille cose. Ci si ritrova amici, senza confini. L’amore non lo si chiude da nessuna parte, non esistono recinzioni che lo fermino.

Accogliere una comunità in visita coltiva il senso dell’accoglienza. Abbiamo notato atteggiamenti di grande delicatezza nei nostri confronti ed anche alcune piccole “mancanze” non volute .. ma che ci saranno di insegnamento il giorno che ospiteremo noi degli oratori. Accogliere vuol dire <aprire> l’oratorio della nostra comunità a persone che sono ospiti. Da questa premessa nasce la delicatezza di riservare tavoli e sedie per queste persone, bibite, premi per cinquine e tombole .. (la metà vinte dai nostri ragazzi!!) Abbiamo visto che è bello mischiare i giocatori delle squadre perché non vinca SORISOLE o SABBIO, ma vincano i ragazzi. Ed è sempre emozionante cogliere il desiderio e la fatica di tutti di conoscersi per nome, per poter giocare come fossimo vecchi amici. Con iniziative come queste si insegna ai ragazzi che il mondo non finisce al nostro oratorio, ma che ogni paese è uguale all’altro e in ogni paese c’è un desiderio comune: stare insieme divertendosi.

 

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